1570-11-02
[fol. 47r]
Serenissimo Signore et Signor mio Osservatissimo
L'ambasciatore di Vostra Altezza appresso il re christianissimo, mi ha mostrato
la commissione, che per lettere le à piacciuto di dargli af-
fine che mi vestisse del habito, secondo gli ordini, et statuti
della religione; del quale, desiderando io honorarmi quanto
piu tosto potevo, per meglio servir, à Vostra Altezza, hieri fù la
festa de tutti i santi, ne fui vestito dal detto ambasciatore.
Del che, io ho voluto, avisandone vostra serenità, renderle quelle mag-
gior gratie, che per me si possono, conoscendo io quanto gran-
de sia stato, il favor suo verso me, in conciedermi quello, che
a pochissimi, anchor che di gran menti, et di altissimo lig-
naggio, è avvenuto di ottenere. Per questo la supplico che
havendomi una volta fatto degno del favore, et gratia sua,
col testimonio di tanto honore, quanto conosco havere ricevuto
di presente, contenti di continuarmelo, col comandarmi, et dar
mi materia di spendere le deboli forze mie del animo, et
del corpo in servitio suo, et della religione, sicome gia gran
tempo desidero sopra di che, havendo io hieri fatto solenne
giuramento, nel ricever l'habito, subito mi venne in mente
di quello, che molti anni innanzi, quasi ogni di facevo per
elettione meco medesimo, del quale questi è stata una con
tinuatione, in conspetto del mondo. Di che, io tanto mi
glorio, quanto dall'altra parte mi pesa molto, che al servi-
tio di Vostra Altezza et della religione, non apporterò altro, che
una pura, et sincera volontà, accompagnata da fede, et
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da divotissima affettione, non essendo in me ne sapere, ne
prudenza, ne valore in modo, che cumulatamente adempia
l'uffitio di quel servidore, che Vostra Altezza merita, et che io
vorrei. Ma in queste mie tenebre, havendomi io proposto
di seguir sempre mai la chiarezza, che dal benigno lume di
gratia, di Vostra Altezza suol venire, dove et à chi le piace di
spargere; mi contenterò, che la divotissima mia volontà
sia da lei conosciuta, sapendo che ella, un di adempirà il
mio desiderio, col comandarmi, per non mi far parere del
tutto inutile, et ingrato di tanta gratia, che da lei ho ricevuto,
per la quale, le bacio le mani; et prego Nostro Signore Dio, che
accresca in lei, i suoi santissimi doni, et vertú. re
Di san Germano di Pre. Il di 2 di Novembre del LXX.
Di Vostra Altezza
[NOTE: Concino rispondi una amorevole lettera]
Humilissimo et Devotissimo servidore
Filippo Cavriana