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1570-09-01

[fol. 236r]

Illustre signore

Con le ultime mie promissi mandarde gli veri et fedeli articoli de la pace che da Thelligni erano stati conclusi,
ma non essendo venuto, chi gli ha nelle mani, non ho potuto sodisfare alla promessa, mi disobligherò però
bon tosto, et serà con suo contento. Hora, la pace che fu longa al negotiarsi et molto difficile ha renduto l'essecutione piu intricata, percio che, si bene
gli Raiteri di nimicj cominciarono a marchiare, verso la frontiera per andar in Germania condotti per la parte del Re, da Birone, et, Mauuifera, nondimeno
andando lenti di Rhasoneri al pagargli, hanno fatto, et fanno pochissimo viaggio anzi pausano in molti luoghi. oltre ciò le terre et città non vogliono ricevere
gli scasati et fuori usciti, anzi ne uccidono molti in varij luoghi, massime quelli di Orleans, che si sono mostrati in ciò piu feri delli altri, ricordevoli
de molti danni sofferti, et delle ruine delle piu belle chiese di tutta la Europa. il che causa, che da nimici, in questa lentissima maniera di dis-
armare, si fanno molti inconvenienti, et sotto pretesto di pace: gridata horamai per tutta francia, non si conosce punto l'amico dal nimico, pigliando, ucidendo,
et busiando ugualmente l'uno, et l'altro; Però si è tnuto gia d'elle, cosa che è necessaria ma non grata a ognuno; percioche in corte, son liberi CħIghij, et vicini al Re, non lasciano di contantarla loro ambitione, et
l'avaritia, dimandando sempre, et sempre havendo, se importuni sono; Ma fra tutti questi, il duca di bollione governatoe di Normandia procura
di restar qui, vedendo che il re suo signore lo ama, et i Normandi alla libera lo ricusano, per essere ugonotto, & in questa mutatione dalla guerra
alla pace, si truova grande lastima difficultà, incredibile, et inesplicabile per truovare denari, i quali al fin fine si caveranno dalle chiese, dalle
mercantie et dalle nedite di uffici, et nove suscitationi de monti come si costuma, a venetia nel gran bisogno della Republica, et con
tutto questo, si mancherà (come è l'ordinario) a chi havrà prestato.

Quanto alle cose d'Italia, di mandano x compagnie in Piemonte, tre di corse sotto il governo di Alfonso corso, due
d'Italiani, una del conte di Gaiazzo, l'altra di carlo Birago ini-
mici et odiosi l'uno all'altro; le altre disoni di otfort mastro di campo di Grissonet, Artefian, Lilla, et Monlucon, francesi soldati uscchi;
Per altre; tutte si cassano; ne resta altro, che doi collonelli pagati,
in carico, de quali Filippino Pazzi ne è uno; sin essa la cavalleria, sal-
iva certa compagnia de prencipi et altri piu grandi signori di modo che
di militari in un [missing 3 words]battuta; et tanto [missing 1 words] contenta, che non
si puo dir piu. Il Re si da alli giochi, et alli amori, ne puo in modo
alcuno cuando[missing 2 words] di una bella vidua molto
nobile, et con tutti gli ricordi della Reina, che lo consiglia al partire, non

[fol. 236v]

ne cava altro per risposta, senon che vaj mi ci menaste per forza, non volendo io vinire, hora che ci sono, ci starò quanto più potrà, et così mutate le hore
antiqua et propria di francesi; Hieri dovevamo essere sulli confini di loreno, et di franci gli Raiteri iiijm, et hoggi Mamoransi fautore del vostro et
mio signore, haveva convocato il senato et altri, per fargli giurare che firmino gli articoli della pace conclusa, et cosi dovevano fare gli
altri principi doppo lui, sicome era la mente del Re, Ma si e trova-
ta difficoltà, percioche hanno detto alla libera che non faranno altro giuramento via da quello, che fecero una volta, quando furono creati
prencipi overo seantori; di essere sempre fedeli à sua Maestà, le si sti-
ma, che ogni cosa, nasca dal cardinale di loreno, il quale, non havendo potuto opporsi alla pace, si oppone alla esecutione di quella; nel qual
consiglio, gli primi predicatorj di Parigi, si sono trovati, che sono Ugone frate francsicano, Gaspardo della casa di loreno; edmondo Ugenio iesuista
dotto, et popolare, Vigor gran theologo della sorbona, ardente il peso; santa foy prete Theologano; eloquententissimo, i quali predicando il vangelo
per la città, con molta riputatione, suscitano il popolo, et lo infiamma-
no contro gli ugonotti, et forte, che costoro operano per il cardinale, quanto gli ministri, per l'ammiraglio, et si vede che con progresso di tem-
po (se non se gli oppone) gli parigini desti con queste prediche, non
pagheriano piu quel tanto che fora di bisogno al Re, in simili guerre civili, quando si suscitassero, ne tampoco, quanto ha di mistieri hora;

[fol. 237r]

ge, che havendo la città di parigi, di molti annj, fatto un monte de denarj, da piu di dieci millionj de franchj, et pagando a diversi che danari, vi hanno posto, per quartiere un millione et mezzo de franchj, il Re, ne ha voluto per suo servitio, hora un quartiere senza le prestanze havute da prencipi laici, ecclesiastici, mercanti, et citadinj; però mettendo mano, nel publico, et nel privato, vi sti-
ma che sarà altretanto, nel bene di chiesa. Ogni di, si va a cac-
cia, ne si fa piu la guerra, o di sconcio a questa corte, come se mi non vi fusse stato rumore, percio che il re, preso dalle delitie de la città, dallo amore da medamosella di Frenoyse sua padrona et dalla sicurezza del tempo, non pensa piu che al commodo, il che si dimita anche da molti altri;

[fol. 237v]

al numero di 1200 et non piu, cose che fa disperare gli huomini savij,
et gli soldati veteranj, vedendogli, che picciola troppa, disarmata puo
metter freno ad un essercito regio numeroso. Resta nel paese di Nivernese, di Gattinois, di Sanserra, et la intorno, Brichmod hano, con-
spediti soldati, per l'ammiraglio, i quali ad un cenno, seranno presti, ma
non si scuoprono, et come sua M.la ha governatorj, per le provincie;
cosi coloro, hanno suoj capi, per ogni regione, che com̍andano et stanno
avertitj. Si attende hora alle nozze del Duca di Ghisacon la prin-
cessa di partiano vidua; le quali, Dio volgia, non causino alienatione
di animo tra il Duca di Nevers, et il cardinale di Loreno, per
non si essere maj stabilito ne concluso, de benj del fu Duca di Nevers
vecchio qual portione tocchino alla princessa, quale ella Duchessa
moglie di Ludovico Gonzaga, et costui stando sul vantaggio, ha mostra-
to hora, una cupidigia troppo grande, della quale ogniuno resta scanda-
lizzato, Percioche le nozze, sono prolongate sino alli 15 di settembre,
alle quali il Duca di Loreno, con la moglie venirà, solamente perche
costuj ha consigliato il nipote, che di sopradote, non lascia altro alla prin-
cessa che 1500 Δ di entrata, la quale in caso di morte, ritornerà ap-
presso alla famiglia, di loreno et de suoi, dove non fusse che il Re vuole,
la reina lo commanda, et si è parlato troppo della lettera, finita dal Cardinale di Loreno, della sorella del Re, stimo che questo matrimonio, (co-
me si fa qui molto spesso), si romperia et aboleria; le cittadj fanno quanto
possono, per non ricevere gli Ugonotti, et supplicano, et pregono hoggi, un
decano di Lione ha parlato alla libera alla reina; ma tutti costoro
hanno sempre per scorta un giesuista, o un frate amico del cardinale di Loreno, talmente che si giudica dalli aversarij, che non le cittadi sole,
ma le cittadi, mosse dal consiglio del cardinale mandino per disrom-
pere la pace, vistosi che questi Giesuisti cavono, hor quà, hor la per case
Ragionando che l'Amiraglio voleva menare moglie, una del paese di
savoia al sicuro, altri una di Germania, et si dice, che gli si vanta
che con la perdita di due battaglie, ha però fatto una pace á modo suo,
il quale è posto hoggi, in tanto credito di savio capitano appresso gli francesi, che è incredibile cosa da contare, quanto si lega, si honorj, si
stimj da gli nostri soldati, et di proponga, ben spesso nelli luoghi di
reputatione, per dover essere capitano generale, di sua necestà et per

[fol. 238r]

mastro in guerra, di Monsignore fratello del Re, in qualche impresa contro
forastieri, alla quale, pare che si potesse tirare, commodamente la
reina d'Inghiltera, fornita di gente, di denari, er de navi, oltre il
ricco thesoro di cose, prese sul mare, et in terra, dalli ugonotti, che
erano alla Roscella. Si va lento, alle nozze della reina futura; et
non si farano, prima di novembre, overo dicembre, le quali sa non serviranno ad altro, si faranno almeno, che il Re pero questi principij si diver-
tira
da pericolosi amorj, et farà credere alli alemannj che ci sia
lega segreta tra il Re di spagna, cesare, et il pontefice, a dannj
della heretica pravità, del che hanno havuto molte volte ragionamenti
et suspetto, et questo istesso confirmerà la lega et unione, dell'Amiraglio con loro; Anzi qui, gli francesi tutti in generale stanno suspesi della
nova lega de Vinitianj, et temono che, doppò che si serà ceduto,
overo accordato col Turco, sapendosi che vincendo non si puo; l'armi socia-
li et comunj si voltino addesso a loro, il che farà divenire Ughinotti
que pochi catholici, tepidi che ci sono per non perdere il bene proprio,
et le fortune, loro rotte, et lacerate amando meglio questa natione il có-
modo proprio presente che ogni sicurezza di immortalità futura, che se li
prometta da tanti precetti divinj er se il pontefice, o il serenissimo
gran Duca nostro commune signore, è altrimente avertito, sappia Vostra Signoria che
chi ser..., parlando liberamente, vuol adulare, overo non conos-
che be bene l'humore, di questi huominj, non gli pratticando intrinse-
camente, come faccio io, ma solamente con la giornea indosso et pia-
cesse a dio che mi si cadesse, overo ofssi di auttorita, con sua
Altezza, o con sua santità, che in vero le direi cose per le quali,
si vederia, che poco si puo sperare, per rinovellatione della quiete
di questo regno, et mi assicuro che que sacri prencipi resteriano ammi-
rati; ma perche il scrivere non è sicuro, et non so quanto, ciò po-
tesse loro loro servire o piacere, me ne taccio. Momoransi montà alto
quanto vuole, et favoreggia molto le cose di sua Altezza, et la nati-
ne Italiana altresi; non gia per volontà, ma per necessità, per per accumularglio numero di amici, et servidori, per rompere la potenza del
cardinale di Loreno, il quale havendo consigliato la pace, sul princi-
pio del 68 quando ogni casa ardeva, come cosa che egli pensava
impossibile a riuscire, o riuscendo, non tale quale hora lo habbiamo; et
rittrattandosi hora; [missing 2 words] parlare ad ognuno; et fara credere che

[fol. 238v]

piu alto penetrassi il consiglio, dato in quel tempo egli, quando ha il gover-
no delle cose, in mano, si scorda di ognuno, et fa l'altiero immemora delli
amici, et benemeriti di lui cosa che spiace ad agnuno che lo conosce. Fin ho-
ra, noj siamo piu confusi et irresoluti, che innanzi, dello stato, che serà di
Francia, percioche ogni di, sino sulle porte, della casa del Re, si fanno
homicidij, et assassinamenti, ne si ode altro, che il tale è stato morto
il tale ferito, effetti che seguono particolarmente, fornite le guerre
L'Ammiraglio era con gli prencipi et sua armata francese, a castillione su senna nella borgogna, gli raiteri, col conte di Hanso, sulle có-
fini
di loreno et del Reame espettando d'essere pagati, secondo l'ac-
cordo, altrimenti pare che non sieno per andal piu innanzi.

Io ho det-
assai, anzi pur troppo, il che, è nato perche Vostra Signoria possa informare
giustamente il serenissimo gran Duca, dello stato delle cose di qua et
sappia insieme, che se non mi fa gratia di commandarmj il impiegar
l'opera mia a suo servitio io son per ricordare il piu disperato del
mondo, havendo io gia molti annj consecrato a sua altezza questa vita
la quale, non so perche sia stimata cosi poco, da chi ha veduto mie
provanze, come con il silentio et irresolutione del mio negotio, conosco
che si stima à torto. Ma piacerà a sua Altezza et a Vostra Signoria infi-
ne operare, che si fornisca et bene et presto.

Si aspetta il cardinal d'este, al quale, si dissegna da questa dama di corte,
di dare per moglie la figlia[NOTE: This could be the widow of Jacques de Clèves, Duke of Nevers, yet Diane de La Marck is not the daughter of the duke of Montpensier. Cavriana may have made a mistake.] del duca di Monpensiero vidua
del secondo Duca di Nevers, udendo stia che il Duca di ferrara suo fratello
non la successione. Bacio le manj a Vostra Signoria Illustre alla buona gratia della
quale mi raccomando /| et prego, doppo haver letto la presente, che la busca
per molti rispetti, et insieme la della pace che dal Ambasciatore
suo le fu mandata, comandando sempre et tenendolo per suo

Divotissimo et affetionatissimo Servitore


Vincenzo da castello, et ciò
che sotto di lui si contiene
in nome et in affetto /

La reina abbraccia con gran affetto d'animo, tutte le cose del gran
Duca, et p[missing 1 words] che si goda molto d'ogni sua grandezza il che mi
è passato di doverle avisare [missing 1 words] che si ... in ogni occasione

[fol. 239r]

ne, dal prudentissimo gran Duca, di mostrarsele grato. In saluzzo ogni
cosa è, turbata, ne vj è, un sodo et di qui non se ne puo man-
dare, anzo con le novelle compagnie, ogni cosa si incarica; quel
luogo, è frontiera del paese genoveseVostra Signoria intenda il
tutto; et veda se si potesse pensare a qualche disegno di
sua Altezza con la gran carestia, che il re ha, de denari et
vittovaglie, et mal contentamento di quelli soldati. La
reina ha dato l'ufficio di thesauriere generale, absoluto d[missing 1 words]
tutta la sua casa, et entrata ad uno detto Marcello di parigi, orefice ricco di quattro cento mille scudi, il quale con un suo cogna-
to ricchissimo, governa questo populo, et lo volge dove gli
pone, artificio degno di cosi gran donna, per pigliar
questa gentj. aspetto risposta da Vostra Signoria di molte lette-
re mie scrittele, et della volontà di sua Altezza intor-
no il mio negotio il quale raccomando a Vostra Signoria
et me insieme; Gli nostri Raiteri, hanno lasciato qui
Cristoforo Taxij, gia mastro di poste in Vienna, per suo pro-
curatore, a riscuotere denari dovuti dal Re a capitanj parti-
colari, et concludere certo accordo con loro, et con altrj capi;
il che la reina fa, per essere sicura, di haver sempre che
nomi allemanj al suo servitio. Tratta anche, non so che per
il Paschij, huomo gratissimo al re di Polonia, con la reina
ne fin qui, ho potuto penetrare a dentro del negotio ma
cristoforo è notato di infamia, per certe cause, che si sanno in
Vienna, et in corte di cesare, et penso che egli vorria essere
aiutato da questo Re, contro il Moscovita, come dagli è, da
la reina di Inghilterra, la quale, ha lasciato andar anni f[missing 1 words]
del regno, per aiuto del Moscovita. Di qui si partono cavalli-
et i privati italianj, et francesi per venir alla guerra, contro il
turco, et se il re volesse, venirieno molte centinaia di soldati
privati, ma [missing 1 words]non si vuol nimicar il Turco. Vester Servus.

Di Parigi, il primo di settembre LLXX