1570-03-20
[fol. 538r]
Molto Magnifico Signore
Le due lettere di Vostra Signoria scritte in diversi tempi, mi sono venute
alli mani, in luoghi, et tempi diversi, et però la risposta
a quelle, doverá arrivar tardo à Vostra Signoria, atteso che il nostro viag-
gio, e stato cosi longo, et sconcio, che non ho mai havuto
modo (et anche otio), di mandarli di me novelle / si come
io pur desiderava continuamente / Hora che la necessità
ne trattiene qui in Parigi, ho voluto accusare la ricevuta
delle sue, li quali per essere simili, a chi li scrive, cioe p
ne d'amori, et di otiosissima humanità, col piacere che
mi portano leggendoli, mi fanno insieme conoscere l'obbligo
che ogni di maggiormente Vostra Signoria mi mette addosso, col favo-
rir la cosa mia, la quale se è, cosi fornita dal canto di
quelli signori Cavallieri, come è fornita dal mio, non tarderà
molto al venire la commissione, al signor Ambasciatore Petruzzi
per darmi l'habito, il quale io dimandai gia, con le lettere
che scrissi d'Ancona, a Vostra Signoria, pensando che sino di qui gionti
le mie provanze fossero state admesse, Ne sarei io stato cosi
imprudente, che io lo havessi chiesto, quando delle mie prove, havessi
havuto dubio alcuno, sapendo, che queste, sono per legge, et per
natura prime, et antiriori di quello. Hora io non espetto altro
che l'avviso, di quello che si será risoluto, il che, mi imagino
che da Vostra Signoria a quest'hora si sia saputo, et per essermi stata
lei favorevole sin qui, la supplico ad ornarmi dal suo patro-
cinio, anche per l'avvenire, che in ogni modo; non potrò
essere, che obligatissimo, a tanto amore, che mi porta.
Se si potrà ottenere, che l'Abbate Petruzzi, mi dia
l'habito, io l'havrò molto caro, per molti rispetti, il quale
come vegga, che serà doppò pasqua (Dovendo noi andar alla corte); et altresi il Vescovo di Ainès, saluterò affettuosissima-
mente, in nome di Vostra Signoria alla quale bacio le mani di vivo cuore.
Di Parigi il XX di Marzo del LXX.
Di Vostra Signoria
servitor affettuosissimo
Filippo Cavriana/