1574-03-06
[fol. 18r]
Di 6. di marzo del Cavriano,Io scrissi à Vostra Signoria Illustrissima per l'ultime mie, che non poteva andar molto tempo, e haveresti udito nuo-
ve horride, et cosi è avenuto col tradimento scoperto del Duca d'Alansone, et
Re di Navarra contro il Renostro Signore a 23 di febraro a San Germano. La cosa è,
di gran tempo ordita dalla malitia delle stelle, et dalli mal contenti del Re, et
Reina, che sono infiniti, et sino al tempo dell'Amiraglio, fu posto in cuore
a questo figliuolo il voler comandare, et conoscere quello, che rompe le
amicitie, cioè meru, et turu, Hora quando s'andò a compagnare il Re di Pollonia a Suessoni si dovea fare l'impresa fatta hora, Ma la si scopri, et cosi al
buio al buio, la madre non anchor ben certa della verità, tuttavia dubiosa de gri-
dò molto fieramente, et subito la corte volò qui, egli all'hora domandò un mezo per-
dono à lei, et al Re, havendo poi, havendo poi imbarcato tanti, et li medesimi seco,
è stato forza darla fuora, et per tre volte ha dimandato perdono al Re di questo
fatto. La cosa era ordita cosi, che poco à poco si mettevano insieme sin ad 800
cavalli Ugonotti et Cattolici; et elli con Navarra, fingendo andar alla caccia usciva
di corte, la qual sprovista di cosi gran numero di Cavalli era surpresa da coloro,
oltre che vi restavano molti complici, et aiutanti; che davano mano à questo
negotio. Dio pertanto misericordioso, fece che d'ogni parte, venne nuova della
assemblea, che si faceva, et la Mola gentilhuomo di Provenza, l'anima del
Duca, et suo Idolo n'avvertì à tempo la Reina, stimo io vedendosi scoperto, ò
forse tocco dalla conscienza, ò dal stimolo della fellonia, Hora le difficultà, che
incontriamo intorno al remedio di questo male sono, che i Consiglieri Regij
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sono o ignoranti, o perfidi, o timidi, et essendoci mescolata la materna pietà, et
fraterna tenerezza, et la maggior parte de nobili non si sa risolvere per l'ese-
cutione, se bene si è; l'essempio di Filippo n'è qui profecto filio non pepercisset
Meru, Torè, fratelli di Montmoransi vi sono interessati; egli non gia ma l'odio co-
mune di Corte contro di lui trata di farvelo cadere dentro, sonovi mescolate
molte dame di Corte, conscie, et ministri di tutto, et per esservi tanta confusione
non si sa venir à capo. Il Re stà con sospetto, et il Duca altresi, et questo
giuoco non può fornir bene. Perche havendo elli voluto né vender il Re, né
farsi capo delli Ugonotti; et haver piu assoluta auttorità di commandare,
questa gelosia non ci lascerà viver quieti; Malus enim dignitatis custos, Metus.Cicero, Philippicae 1.14
Possiamo hora cantare col Petrarca, Pace non trovo, et non so da far guerra,Petrarch, Canzoniere 134
ognuno stà sulla sua, et si provede d'armi, et cavalli, et fa monitione, non
sapendo quello, che seguirà, Preveggo che la misera madre, ò viverà con sem-
piterno dolore, ò pericolo, non perdonando anche alli altri il stimolo di commandare,
ò sarà constretta, per fuggir l'invidia universale di ritirarsi al tutto di qui;
Habbiamo bisogno qui di quello, che abbonda in voi, cioè del Consiglio, et certo che
se Dio non ci pon la mano stiamo male. La Corte è tanto data à vita nefa-
ria, che quelle delli Assirij tanto biasimate dalli antichi non l'avanzano, Ma-
raviglio, questa donna, e constantemente in questi frangenti; nè perde punto cosa
alcuna dell'ordinario suo del bere, mangiare, et dormire, et trattar come innanzi
le cose publiche, tanto che non so se sento, ò l'ha del divino, che non è offeso da cosa
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terrena, Io vorrei esser fuori di qui, perche conviene seguendo l'uno offendere
l'altro, et star separato da questi freschi à chi è, cortigiano è impossibile
poiche il sospetto tosto entra nella mente de partigiani; Ma non so alcuna patria
poiche havendo perduto tutto il mio patrimonio, per una lite perdei seco la
patria, perche fuggimi la voluttà di ritornarvi piu, fra questo desidero l'aiuto
et consiglio di Vostra Signoria la qual constache io sia Servitore di quelle loro Signorie Illustrissime Casa,
Guisa se è mostrato aperto nemico del Duca, et non ne fa conto, si vuol far
come innanzi; impiástrar il male, perche piu incrudisca, cosi si maneggia
la pace con gli Ugonotti, che ci darà su le orecchie, et il Conte Lodovico
fratello d'Oranges è alli confini di Luxemburg con grosso essercito, et ci pone
paura, temendo noi, che dicendogli bene la fortuna, come ha cominciato
in Fiandra, egli volga l'armi contro di noi; da quali è stato offeso, et bur-
lato al tempo dell'Amiraglio per l'impresa di Fiandra, et con esso sono
molti Francesi bravi, et risoluti, i quali serveno ad accender il fuoco.
questa festa di Fiandra fa per noi, perche la necessità, nella quale
entra Filippo, lo constringerà havendo il Turco alla porta di Napoli per
giunta, à rendersi Orbatello, et Portarcole, che piaccia à Dio sia ben basso,
acciò che io sia partecipe di cosi grate viste, et ivi conservi, come à mia
dovuta sepoltura questo capo, et questa alma, Honore è, mette qui di sicurtà
ne di buono, et conviene al primo ammazamento già di san Bartolomeo
segua il secondo più fiero, et più empio, che Dio non ne voglia, però noi
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allor più havereti obligo alli ochi vostri, che non haverano visto queste carnifi-
cine di Parigi &c.