1570-10-03
[fol. 331r]
Illustre signore
havendomi, il SorSignor Petruzzi ambasciatore di sua
Altezza letto una parte de lettera che Vostra Signoria Illustrissima le scrive, intor-
no al caso mio, et visto il favore, che dal Gran Duca
vicino, del essere honorato qui, dal habito di Santo Stefano,
cosa non concessa, che a gran signori; ho sentito un piacere
mescolato con un maggior obligo, il quale mi si mettte addosso,
et dalla volontà, di quel signore giudiciosissimo, et dalla
humanità offitiosissima di Vostra Signoria la quale ha procurato, che
il desiderio mio habbia sortito l'effetto, in quel luogo appre̍to, che l'aspettavo. Rendo gratie a Vostra Signoria per addesso, con questa lettera,
et le renderò il debito servitio, piu cumulatamente, nell'avve-
nire, se però io non sono ellongato dall sua gratia, lasciandomi
qui, senza suo commandamento, et senza operarmi; adesso che io
stimandomi assai favore, l'essere in consideratione di lei, non posso
desiderar altro, che intendere, che ella si contenti, che io mi ho-
nori del nome di sua Fattura o Creatura; del quale io non mi
priverò mai in alcun tempo; che cosi richiedeno l'elettione, con
la quale cominciai a servirla, et i minuti di lei; espetto
di udire la commissione al signor Petruzzi, per l'habito; la quale
non è, anchore venuta da chi, si sia, il quale di cio ha il carico,
se piacerà, à Vostra Signoria per alcuno de suoi, farla sollecitare, poiche
gia il serenissimo gran Maestro si contenta, ne riceverò signa-
latiss.o favore, per poter poi dar ordine, ad alcune cose mie
le quali, non possono portare piu longa dilatione, et serviranno
a Dio, et à sua Altezza Vincenzo da Castello è, impedito in una
nova indispositione di suo Padrone, venutali hieri nel piu
bello delle nozze, del Duca di Ghisa, con la Princessa di Porti
[fol. 331v]
ano, della quale, come libero sia, mi ha detto, che non lascera
haver desiderio a Vostra Signoria delle nove di qua, benche con una
sua, mandata ultimam̍ente, stima di haverle estinto la sete
per qualche giorno, massime delle cose d'importanza, che in qlla
si conteniavano ne fin hora è, occorso molto, degno co̍side-
ratione. Prego Vostra Signoria á conservarmi la sua gratia, et mostrarmi
il modo di guadagnare quella del serenissimo gran Duca, à servi-
tij del quale, io mi son consecrato perpetuamente. et
qui le prego, da nostro Signor Dio l'accrescimento de suoi santis-
simi doni et vertù. Di Parigi il di iij di
ottobre del LXX
di Vostra Signoria Illustre
Filippo Cavriana