1571-08-14
[fol. 442r]
Serenissimo signore signor mio colendissimo
Gli varij accidenti occorsi al S.orSignor Duca di Nevers, mio Padrone doppò che egli arrivò à bagni, per curarsi d'un tinnito d'orecchia, mi hanno sin hora tenuto cosi oppresso, che io non ho potuto venire, prima che hieri à far riverenza à Vostra Altezza come era et mio debito, et mio antiquo desiderio. Ma non l'havendo trovata, et intendendo anche, che era per starse ne, qualche di absente, non ho voluto mancare di bacciar le mani, al serenissimo Signor Principe, per complere et con sua, et con Vostra Altezza quanto mi si apparteneva per l'obligo che ho all'una, et all'altra di quelle; dal quale essendo io stato raccolto, et riconsciuto per devotissimo servidore, sicome le sono et serò sempre, non mi pareva di doverme ne andare, senza chieder licenza à Vostra Altezza et supplicarla di credere, che ella non haverà gia mai servidore piu fede le o affetionato al suo servitio di me, et per l'obligo di molti favori che da lei, et dal serenissimo Signor Princi pe ho ricevuto, et per una mia natural inclinatione, della quale havendone ella havuto qualche testimonio sin hora, non mi resta a dirle altro, se non che essendomi stata
[fol. 442v]
la fortuina contaria, in non haver potuto far riverenza personalmente à Vostra Altezza come m'havevo persuaso, m'in gegnerò, con le occasioni, che ella si degnarà presentarmi di scriverla in modo che conoscerà, quanto io desideri la buona gratia di lei, alla quale humilissimamente mi raccomando Di Fiorenza il di Xiiij di Agosto del Lxxi Di Vostra Altezza