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1571-02-06

[fol. 177r]

Illustre signore

Io scrivo a Sua Altezza, come Vostra Signoria potrà, (anzi desidero che contenti) vedere / app
che trovandomi io al servitio della Reina Christian.maChristianissima per medico, che
sia fatta relatione sinistra di me, a sua Altezza, quando non portassi la cro-
ce scoperta; espetterò suo commandamento, per non incorrere la pena
et piu la sua disgratia, quando altrimenti facessi; onde come cavagliere ob-
bediente, le scrivo gli incommodi, che possono nascere al suo seno
portandola scoperta, come facevo, Piacerà à Vostra Signoria, ricordare à sua serenità
che la croce l'ho scolpita nel cuore, nella bocca, et nelle mani,
et che in tutti i modi, come ho fatto sin hora, la manifesterò sempre
Nondimeno, che a me pare di doverle mettere in consideratione,
quello che le scrivo, non per altro rispetto, che per il servitio suo
il quale, à me pare, che si rallenterà, quando sia per io sospetto
et io so di potere, far piu in un giorno, per sua Altezza hora et
non facevo in tre mesi innanzi, perché come trovi tempo, potrò
una liggiere passata con la Reina madre; et farmi conoscere div di sua Altezza et ricordarle in ogni tempo, che da suoi emuli sia
nuova istanza, (in absenza etiandio, delli suoi ministri) che dal
Duca, come di cosa sua, si tenga protettione. Il tempo ammenerà
ogni commodo, et il fine delle nostre speranze, et non serò cosi ab
a scriverle tutte le minutie, come ero, dovendo solamente contendere di quel
che piu, è importante, cioe la cosa di Precedenza, et del tir
dovendo io, con molta arte, et maggior industria di prima, governar-
mi, per non dar sospetto, quando mi si vegga pratticare, con i minis-
tri di sua Altezza. Questa nova servitù, che deve per molti ral
(et di Germania et di Spagna) essere accetta à Sua Altezza, mi sforza
a supplicarla di novo, per la professione accioche non perda inutilmente
il mio tempo; se le piace farmi gratia, che io qui la comincii et
fornisca, ne sentirò molto piacere, et ne saprò buon grado, al Signor concino
mio primo promotore, il quale vede bene, che io non fuggo venir...
a Pisa. ma che honeste cause mi ritengono, le quali cederanno al fin fine
in servitio del Gran mastro, et per consequenza della religione.

[missing ] nosce l'animo mio, et sa il desiderio, che ho di servire a Sua Altezza ne ha
havuto anche qualche saggio. Però io non voglio, con vana reiteratione, ri-
cordarle, che io non cambierò mai di volontà, per accidente sinistro,
che mi possa venire, ma di quello, che à me puo nocere, et non ser-
vire à Sua Altezza mi pare di dovernele mettere in consideratione, per ri-
ceverne suo commandamento, affine che io non l'offendessi per imprudenza,
temendo sempre molto, et l'ira sua, et la sua disgratia. Et quanto à me,
non ho piu modo alcuno di dimostrare a Sua Altezza ne a Vostra Signoria, che io le sia
servidore divoto, et fedele, di quello che sin hora ho tenuto, che se gli huo-
mini havessero quella finestra al cuore, che desiderava socrate, io non
ho dubio che sua Altezza mi stimeria il primo di quanti n'habbia, (trattone
Vostra Signoria con la quale io non voglio contendere), perché vederia l'affetto, il quale
parte per il poco poter mio, parte per l'inesperienza, et parte per l'ig-
noranza, non so con ornamento di parole fargliele parere piu chiaro; Vostra Signoria
che conosce i tempi, potrà se le pare, con la sua prudente maniera, far-
ne certa Sua Altezza et assicurarla, che piu povero di me, non ha cavagliere
in quella religione, di sapere, di potere, et di giuditio, ne piu ricco
di divotione et di fede. Di me non altro.
Qua, si ha certezza, che la nostra pace durerà sempre. Poiche si sono cassi
tutti gli soldati, et non si interviene altro che 40 compagnie di
fanti, et 60 di cavalli, computando quelle delle frontiere di Piemo̍tePiemonte, Picardia, et di Lucimborgo lassi sono tutti gli stipendiati, che
l'entrata al re, di ottocento mille scudi ogni anno, et si attende
solamente, al pagar debiti, et aumentare l'entrate regie il che fa
disperare, et rabbiare molti et molti. Monsignore della Valetta, è, in buon
credito. La sua compagnia è stata rimessa quella del Marchese di
Mesne et del bastardo di Francia, con quella del Principe di savoia,
tutti gli altri cassati, non sono stati punto rimessi/ La Reina sposa sta bene, et è convalescenter; fra sei giorni con l'aiuto di Dio si levarà
ma non uscirà di camera, per 10 altri appresso; il conte di Rez si
crea Duca, et da, da parlar molto di se. La casa di Mamoransi, fa il

[fol. [177v or later]]

tutto adesso / Qua si tien per certo, che noi altri che siete stati C-
tori delle guerre di Francia, et della nostra tragicomedia; sarete ...
et chi farete noia à Ferrara, ben tosto, col quale pare, che Venetia
o spagna si collegi. non so credere che sia, overo che serà. Si attende ilre
, à darsi piacere, et fare un allegro carnevale/ onde non essendo,
cosa qui di momento. Le mie lettere seranno sterili, et poco grate
a Vostra Signoria Le quali, anche questo rispetto, desidero che ardino, come
ardo io, di desiderio di servirle et con questo bacio le mani a Vostra Signoria
Illustre et me le raccomando molto. Di Parigi il di sei di febraro del 71
di Vostra Signoria Illustre.

Affettissimo servidore et obligato
Il Cavaglier Cavriana

s'intende che si divizza una posta dalla Roscella, al conte Pal
et è posta ordinaria, per gli affari del Amiraglio. Dio prove
che questa frequenza di corrieri, non causi qualche openione n-
menti di molti, perniciosa et dannosa al regno.