1572-08-04
[fol. 11r]
Parigi4 Agosto 1572Illustre Signore mio ottimo Signorissimo
Hoggi parlando di varie cose, con 41551421413154 1251 2112 71122716
1731346131517412 18315187161412133127134 618413125164il micheliambasciatore di Venetia venuto
gia dieci di, qui da noi
cadde il proposito del Signore Nostro, et sopra quello andai tentando, ciò
che questo buon huomo, et molto cauto mi sapesse dire. Per la prima
egli è nella opinione commune, che voi altri habbiate fomentato
questi ugonotti, et heretici, non perchè vogliate deviare del vostro
camino di santa chiesa catholica, ma per dar loro forle, et animo
di resistere, et offendere Spagna, et mentre si rompono tra loro
la testa, voi vi veniate guadagnando il beneficio del tempo, per
accomodarvi la corona arci ducale et regia in capo, et lo stato
rendervi piu sicuro, piu potente, et piu soggetto; parendo à voi
che mentre Filippovostro antagonista, seria occupato in Fiandra
in Italia per diversi guene, et molto maggiori sospetti, voi
veniate ad haver, il giuoco vinto/. Piu oltre mi dissi, che
era un valent'huomo, ma che se venisse à morire, dio sa, come
seria il fatto. Percioche quel stato, sempre mai patira grandissima
bonasca, nella mutatione di prencipi, atteso che Fiorentini, per
quel desiderio antiquo di libertà, moveranno dentro rumori,
et tumulti, et il re di Spagna, sospinto dalla continua emulatione
di tutti gli altri duchi con lui, per di fuori, non mancheria far quan-
to havesse potuto, per smembrare cosi ricco stato et tanto opportuno
no à far guerra: onde per rimediare à questo, necessariamente fu-
turo male, questo solo pareva à lui ottimo rimedio, che qui popoli
havessero piu che mediocre opinione del valore, et virtù del successore
et percioche questa, et in casa et fuori, haveria intendato, et amortivo
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ogni loro dissegno et mala volontà. Appresso dissemi, che si non
fusse stato, il continuo disparere, che è tra Franza et Spagna,
et l'armi d'oriente, che erano sulle porte d'Italia, che senza dub-
bio alcuno, Cesare et Filippo ve ne davano una buona mano, fin
l'altro anno passato, et che in amendoi continuava questo dis-
segno, quale per le turbulenze de tempi, non si poteva effettuare,
et che voi, molto al vostro particolare intenti, fatti accorti di
tutto questo, cominciaste piegare a Francia, per ingelosire Filippo,
ma che poi, piu da accorti, che veritieri amici, havete soccorso
Spagna de denari, contro que medesimi, che voi havevate mostra-
to di aggrandire. Ultimamente dissi, che voi nodrite segretamen-
te il fuoco, et il veleno, tra queste due corone, Perciochè, non
altrimente, che tutti i Prencipi del mondo siete guidati del
utile, et del provechio apparente delle cose, per stabilire le
vostre, che pare che vacellino. A tutto questo, crollando il capo,
aggiunse, che voi siete savij, et molto denarosi, et che vince-
rete per un pezzo, perchè conoscete il tempo, et vi fidate de ca-
si, delle mutationi, et della necessità altrui, le quali sono cause
fortissime, di farmi andar innādi, et guadagnar quello, che in
altro tempo, non potreste mai havere.
Posto fine à ques-
to ragionamento, dissi io, si Filippo haveva questo mal animo
contro il Signore nostro, et voi lo sapevate, per qual cagione far lega
seco? Per batter il Turco rispose. Et se havesse voltato l'ar-
mi contro la Thoscana, haverebbe noi potuto patire, di videre
un principe cosi saggio, cosi catholico, et non punto uno
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nimico, esser oppresso pur una sola opinione, et sospetto ben
vano, da un re straniero, il quale se havesse soggiogata la Thoscana, si voltava diritto a voi, per riunire allo stato di Milano, quello, che con molta piu ragione se le puo appartenere,
che non la Thoscana; una portioncella, della quale ha egli havu-
to per forza, et per sciocchezza di coloro, che male si seppe-
ro governare, quando l'armi mossero? A questo non mi rispose.
Passamo, alle cose del Turco, et mi disse dolendosi, che Francesi fa-
cevano male à favorirlo; et si pure volevano aitarlo, che havria
via havuto molto caro, che insieme con lui, fussero iti in levan-
te, et ivi far la guerra commune, senza sturbar Filippo, nelle
parti di Fiandra/ il quale haveva questa ostinatione nel ca-
po, che piu tosto haveria perduto, overo lasciato perdere (an-
che per negligenza) tutto il regno di Grecia, et l'imperio d'orien-
te, quando acquistato l'havesse; che patire, che un picciol
borgo, overo casale, de suoi stati patrimoniali le fusse stato le-
vato. Qual sicurezza dunque, o fede dissi io, potete voi haver,
che egli al aitarvi sia cosi pronto, come credete, contro il
Turco? lo farà bene, quanto la necessità delle cose sue porterà;
ma posto che elle siano non in sicuro, ma in stato di essere
lontane, da un apparente et soprastante male, volterà le vele
in Africa, come fa hora; Allhora con un sospiro dissi, et Franza, et Spagna, et ogni altro oltremontano è nimico vostro, et
l'honesto non è, piu guida de prencipi, ma l'utile. Suggiunse
à questo di Francianon lo potete dire, poichè vi aiuta, al
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trattar accordo col Turco, dove Spagna vi interteneva à consumare
le vostre forze, contro di lui, per inghiottirvi doppoi, con piu bel
agio. Voglia Dio, disse egli, che Francia non ci impedisca, et
ci nocia, et quanto alle forze nostre, elle sono piu deboli che
altri non pensano, et sono exhausti i serinij de molti, non si
navigando, ne trafficando, et spendendosi ogni mese, piu di mezzo
millione d'oro.
Toccai i tasti delle cose di Cesare; dissimi
che seria di poca vita, per quelle sue antique passioni di cuori;
et che questa ultima infermità di Gennaro, l'haveva debilita-
to straordinariamente. Ma che però attendeva, à far quanti
favori, et piaceri poteva a signori di Polonia, palatini, ecclesi-
astici, et altri, per farne incoronare il suo secondogenito,
Hernesto, re di quel regno; atteso che de naturali, et non
c'era alcuno signore, il quale havesse tanta lena, et gli altri
haveranno voluto ubbidire; del Transilvano non è era alcuno, per-
chè gia doi anni egli se ne mori, et era nipote del re presente
vecchio, il quale à pena, dice poteva vivere sino à ottobre;
di Sassonia, non se ne voleva, per le heresie; et del Moscovita,
per la continua guerra: di quel altro, à cui per ragione
di sangue, pare che il regno pervenisse, che era ito come fu-
gitivo in Svetia, per la medesima ragione dell'heresia, non
se ne voleva; et in Polonia gli catholici sono molti, molto po-
tenti, et tirano per parentado à sua divotione (quanto alla crea-
tione di Hernesto) un buon numero di heretici; onde Cesare
con modi, et artificij, degni del animo suo versatile, fa quello
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che puo, per tirare quel regno, in casa sua, mostrando come donna
gia sua madre, sia discesa da Isigmondo re di Polonia, et
come questa confederatione, sarà molto utile al regno, per
gli aiuti, che haveria da lui, et da Filipposecondo et si questo
suo ottennere, verrà ad essere mittigata, quella grave piaga
dell'animo suo, di haver visto certo suo frllo, maritarsi
come per dio, et corto il suo pensiero, et alcunifedeli
do detto in preda, ad una amorosa imago; che vivea fa
da buon catholico; parendo che questa maniera di vita, le
mettesse molto à corto, con Spagna, Italia, et Polonia. Ciò
che tuttavia riteneva nel cuore, la cosa del titolo dato
dal Papa al Gran Nostro, per la quale stava molto mal contento;
onde ne chiedeva al presente Pontefice, come ragione: il quale
per quello odio, voleva si vedesse de iure, si il Papa pas-
sato lo poteva fare. Ma Cesarenon vuol star à questa
giudicatura, si bene aconsente, che s'informi contra del
gran duca, in Italia; onde io temo molto, che questo Papa
non cambi humor, et che la sperela di far grandi i suoi
buoni compagni, con le opulente di Spagna, molto maggiori,
ma non piu stabili, delle nostre, lo faccia preuaricare; Herr
piu che Genova, va incannelendo in questo negotio, il quale à
la lingua Alemane, che egli ha apparato, et con si curre prato
alla corte di Cesare, si ha acquistato gran divotione di quella
gente; variabile però et venale. Io non ho potuto vedere
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delle parole di costui, che i miei signori, siano troppo male edificati
di noi, nondimeno è, da credere, che non vi uomini piu grandi
di quello, che siete. Perciochè a tutti gli altri d'Italia, la
vostra grandezza ha meno sospetto, et a voi stessi, cosa invidia
tenibile. Come pensate dissi io, che i popoli di Thoscana, si
muovessino, se la guerra è andare? Non lo so, disse egli, egli
non han tanta paura di lui, che si non lo vedenero ò estinto,
o ridotto in un tapino, et meschinissimo stato inseparabile,
non oseranno moversi; dubitando che riprese forze, come sono
varij, i casi delle fortuna, et incerti i fini delle guerre,
non fussero per perdere in tutto, con i beni, la vita; Basta
egli nodrirsi Spagna, et intretien Francia; et quando le
mette conto, fa un patto per l'uno; et quando no, lo fa
per l'altro, cosi vive egli, scaricandosi su amendoi, tapino
da bene. che questi doi re, mai sranocongiungale amici,
et peio mettendosi guerra tra loro, se ne stara in sicuro, ne
si parlera piu, di la iudicatura della precedenza, potendo
egli far gran contrapeso, à qualunque parte egli piegera.
L'Ambasciatore di Spagna, voleva mandare a dire al Amirante, che
havendo udito per relatione, di un certo, che egli lo haveva
uscire, quando Gianlis fusse stato morire; che perciò
desiderava, di confirmarlo, che fuori d'una porta di Parigi seria ito solo, con spada, et cappa à cavallo, dove le la
uria fatto cosi buon partito della sua persona, da solo, à solo,
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che per ventura, le seria uscito di mente, il capitolo d'uccidere
quanti ugonotti, sono in Francia. Ma non li ha fatto, per ché
colui, che la fattova la relatione, dice non haverlo di buon luogo.
Questo diro à Vostra Signoria che non sarà il fine d'ottobre, per il
piu longo termine, che irano in Piccardia piu di 70m
huomini, sotto la carica dell'Amirale, et si bene il renon
vuol armi ne guerra, vi irano però, et come si cominci,
egli sarà constretto ad entrarvi, perchè costoro non possono star
senza le rumore, ò straniero, ò domestico. La nobiltà tutta, è
fastidita, per il rumore che si è sparso della morte di Gianlis, ne si puo credere, come à tutti ugualmente sia spiacciuto,
onde ognuno grida la guerra à Fiandras. Ogni rumor di guer-
ra fa per noi, et poichè i nostri avversarij lo crescono, io lo
aggravo.
Strozzi fece vela, pregato et commandato.
Credo, che non si combatteria dispensa per le notte, poichè il
Papa non ha intentione di darla/ Basteria haverla dimanda-
ta, per poter dire, da noi non si mancò di chiederla,
se altri non ce la vollero dare, fu non nostra, ma lor colpa.
Scrivesi di Roma, i mali andamenti delli Ambasciatori regij,
et come Ferrara, Fiorenzo, Este, Relevè, sono sempre insie-
me; pensate che non sono per ungerci, ma per pungerci,
et io temo, che questi nipoti, Ghisinoldi, et Orsini pontefi-
cij si laschino voltare, et voltati, voltino il Papa contro
di noi: ma voi siete piu vicini, et sapete, come si ha
da governar la barca, et che le tanti anni governate il mondo,
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et cosi saviamente. À me pesano ogni vostro incommodo, non altri-
menti, che il mio proprio. La reina di Francia, porta con
gran pena, il peso del parto, et ogni di vomita, et si sma-
gra molto. Madama di Ghisa abortì gia doi di, ne vi
si trovò presente, che il suo marito col capellano, per essere
stata cosa repentina. ella sta bene. Vasquiere governante
delle reina, è stata al estremo di sua vita. hora, è sa-
na dio gratia; Seria bisogno trattenersi con quelli af-
fitij, che si conviene, à donna cosi savia, et vostra parti-
ale come ella è; perciochè puo ella sola contrapesare
molto, alle gravi pene, che vi si fano in questa corte da huo-
mini, et donne; et benchè il vostro ministro di qua faccia
opera, per mantenersela, potendo ella servir molto, nondi-
meno si da Vostra Signoria non le viene imposta cura particolare, di ciò,
questi uffitij, srano conosciuti per volgari. Credami Vostra Signoria et
qui ci sono pochissimi amici nostri, et il tempo meglio le dirà
quanto bisogno habbiamo, di fedeli, et amorevoli partiali,
allhora il pentir non valerà; si che piglisi cura, da chi ap-
partiene, di trattenerli, poichè con gli huomini si stabilisco-
no i regni. La marchesa d'Isle, è stata un poco inferma
ma il prencipe di Condè, fra doi di la renderà sana.
Si crede che 571181715311316 27142601271410511271613Monsieur le duca Alanzon sia apasionato di lei, et
4 51 14 maritato l'assalita.
451121714712171515127112541712 questi sono frutti
di questo paese. Il re di Navarra, ha detto al re, che se suo
servitio è anderà in Piccardia alla guerra; contro il duca
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d'Alua; questi sono mottivi et tentativi, et facil cosa
è, che la carne, vinca lo spirito. Bacio à Vostra Signoria le
mani, con lettera cosi longa, et in molte cose odiosa
a chi la legge, et à chi l'ode/ di Parigi il
di quarto di Agosto del Lxxij
Di Vostra Signoria Illustre
affettionatissimo fedele et sempre fedele.
La sua creatura.
Piaccia à Vostra Signoria baciar à loro Altezze le mani in mio
nome.