1572-02-12
[fol. 235r]
Serenissimo Signore Signore mio osservandissimo
Io ho più volte fatto sapere alla Reina mia signora et insieme al Duca
mio Padrone, che desiderano venir a Pisa, per servire secondo gli
ordini, gli tre anni continui alla religione, Ma con tutte
le rimostranze fatte loro, non ho potuto ottener licenza, che
mi paresse grata, anzi nata sempre nuova occasione, o all'uno
o all'altra servirsi della persona mia, hanno cercato di trat-
tenermi qui, onde visto che con poca loro sodisfattione, mi
sarei partito, et che a Vostra Altezza potrei forse servir altretanto in
questa corte, come haverei à Pisa, ho cercato, che dalla rei-
na mia Signora fusse notificato à Vostra Altezza, il desiderio, che havevo
et ho tuttavia di venir costì, et insieme con l'intercessione
sua, potessi godere, del benefitio del tempo, il quale ho dimostra-
to a Sua Maestà quanto m'importasse, poiché senza questo, et
l'habito, et il star presso di lei, mi tornavano a grandissimo
incommodo/ Ella dunque è stata... di favorirmi con le
lettere, che con questa mia, a Vostra Altezza et insieme alla serenissima Princessa
mando, le quali nate dalla buona volontà, che sua Maestà por-
ta al servitio mio; supplico Vostra Altezza che tanto possino presso di
lei, quanto ella si ha promesso, che debbano potere; assicuran-
dola, che con tutto che da Vostra Altezza sia habilitato a ricevere
questa gratia dell'antianità, io nondimeno, a buona occasi-
one mostrerò, che mi sentirò essere del tempo solamente, non
del debito mio, con questa gratia disobligato et portando io
questo segno non per una honorevol apparenza, ma per testi-
monio del desiderio, che già molt'anni in me vive
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d'essere quello istesso, da Vostra Altezza et da tutto il mondo conosciuto
che già qualche anni, mi son ingegnato che s'intenda, siccome
nelle occasioni che mi si presenteranno per servitio di
Vostra Altezza ne darò contezza ad ogniuno; et qui riverentemente
le bacio le mani pregando Nostro Signor Dio, che lunga-
mente la prosperi felicissima.
Di Blois il dì xij di febraio del lxxii
Di Vostra Altezza.
Devotissimo et fedelissimo servitore
Il cavaglier Cavriana
Deverà Vostra Altezza sapere con questo, che io di licenza del Ambasciatore
suo, ho fatto un pezzo della professione, sicome mi pare, che
con lettere, già di più mesi scritte à lui, si conoscesse, che questo
fusse in piacere di Vostra Altezza, forse con opinione di concedermi la gratia che hora se le chiede.