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1572-05-12

[fol. 114r]

[NOTE: No opening salutation is present in the transcription. The letter begins directly with the body text. No closing date or signature is present. The date is estimated from internal evidence: the death of Pope Pius V (1 May 1572) is known but the new pope has not yet been elected or the news has not yet reached France; preparations for the wedding of Marguerite de Valois are underway; Strozzi's naval expedition is being organised.]Mi è occorso, più volte di parlare col ministro di quel gran principe, del quale gia ho scritto a Vostra Signoria Illustrissima quanto havevo potuto cavare dalli ragionamenti che meco ha per diverse occasioni tenuto e semopre li ho trovato del medesimo finora; intorno alla volontà del suo padrone, verso il nostro, Replicandomi, che e si vede che diverso camino tiene vostra Altezza da quello, che haveva per tutto il tempo passato tenuto col suo signore; et che l'ambasciatore che qui risiede haveva cosi ben servito alla volontà, (ma non necessità del gran duvca) in questa corte¡, che quando sua Altezza a i suoi figliuoli fussero stati qui presenti, a maneggiar il negotio, che per ancho non è, dici egli fornito, non havriano potuto, o saputo far piu. La qual cosa pareva bene di fuori via in che rilevasse servitio al gran duvca, ma chi dall'altra parte la sminuiva l'amorevolezza del suo prencipe, il quale non usava muoversi di liggiero ne alle voci, o gran gatto di ogni uno; ma che però, una flemma di quel capo, come cominciava a muoversi rendeva attonito, et stupido ogniuno queste formali parole, mi ha piu volte detto et sempre con un riso, che pareva da pensier turbato, dando due o tre scosse al capo. Io le instava pure per sapere; qual negotio fusse questo, non anchor fornito, ma eglim noin ha voluto andar più inanzi, sempre dicendomi; el tempo lo dirà. Dal che io cavo, come per correlario che in costoro sia entrato in gran sospetto, et che vadino spiando il quando di nostri affari, i quali cercheranno di rendere difficili il più che loro sia possibile.

Essendo poi gionto à questa corte, il successore di chi parti di qui, con cosi poco garbo; et parlando io seco; quando d'un fatto, quando dell'altro, ho compreso che egli, non sia troppo buon amico di nostri, et che ha havuto carica particolarmente di intendere i maneggi del signor petruzzi, dicendomi egli sempre: e egli vero Signor Cavriana che l'ambasciatore di Fiorenza sia cosi valenthuomo et serva cosi distamente il Duca suo. Risposi: io non so in che lo serva, ne in quale cosa sia cosi destro. so bene che è un gentilhuomo da bene; questo stimo replicommi egli; ma da noi si tien per fermo che il consiglio suo et l'opera habbiano partorito la pace a questo regno. A qual fine dissi io volete voi signor mio che un privato huomo et straniero; si intermetta a questi maneggi, non havendo Thoscana et Francia cosa alcuna di commune! Ob signore mio soggiunse egli, il buon duca si temeva dal mal tempo, et però fece nove prattiche; non penso diss'io, che l'animo di quel signore, si muti mai; salvo si col vedessi levar il suo, non fusse necessitato, a diffendersi dalle insidie, et ingiurie altrui. Ne più oltre si passò.

Venuta poi la nova della morte del Pontefice, tanto importante alle cose nostre di la; parlai con uno di Ferrara, il qual mi disse che Farnese haveva 17 voci libero, et ferrara21Fiorenza 12 che chiamava doppie perché servivano e a far un papa da sè, et ad uno fatto da altri a gratiosicarselo et che delli francesi che verranno a Roma, anchor che sieno per haver comandamento dal re, per acutarFiorenza (come quello che non vorrebbe esse colto dal mal tempio d'un papa aversario et da un re poco amico, come spagna, che ha un'armata di mare alle porte di Livorno) tutta volta, che seranno se non sono sino a quest'hora incapparati destramente per ferrara.

Di questo medesimo femmi qualche proposito, col ministro di quel gran signore et dolevami della morte del papa, per benefitio di tutta christianità perché la lega si poteva o rompere, o dal futuro Pontefice negligere. Rispose egli questo non averrà, ma quando [missing ] accadere, il mio signore armerà 24 galere d'avantaggio et non haverà obligo a persona, poiche le istesse galere non erano del papa ma di Fiorenza; il quale artificiosamente, a sua santità li haveva prestate per trattenersi l'amicitia di lui; per sapere i negotiij che nell'armarta passavano, et finalmente per mostrare la sua potenza. Hor vedremo che papa serà et son ben certo che il mio signore, dissi egli, ha i doi tersi di cardinali a sua divotione, et qualcheduno potria cominciare a sentire la forza del mio signore.

Tutto questo servirà à Vostra signoria Illustrissima per confermarsi, nell'opinione che a mio giuditio puo sin a quest'hora haver concetto delli disegni et desiderij de nostri avversarij, i quali Dio tolga cge mai adempino, perché serieno a rovina [missing ] d'Italia.

Di qui non c'è cosa di nuovo da scrivere. Strozzi con quel fiore de soldati che leva che sono una buona et valorosissima banda di ben sei mille archibugieri essercitatiassimi, va a Bordeaux in Vascogna per inbarcarsi conduce seco guastatori, porta gran numero di selle et di vettovaglia buonissima come 22 grossi canoni, dugento mille scudi et tanto equipaggio da mare che o si ha da fare una rileva ta et honorata impresa di molto servitio al re; o si ha a ricevere cosi notabil vergogna questa si possa imaginare. I primi cavallieri del regno giovini vi vanno; i capitani eccelsi dui Guascogna, et tutti volontarij, senza premio; di modo che spagna, et Portogallo hanno paura et ogni di protestano et dimandano come sicurtà al re di questa armata; al che molte volte si è da sua Maestà risposto che non va per dannificare ne l'uno né l'altro, et che non le promette onde io stimo, che debba andare verso quella parte d'Africa che guarda le canarie, vicino al regno di Fez; et tirante al oceano mirandosi da molti pilotti portoghesi de quali con l'industria di Don Frances d'Alava, doi furono appicati [missing ] in prigione a Parigi) et altri cavallieri, che gli anni passati col figliuolo di Monlucco andarono in quelle parti, scoperto fra terra; alcun re di argento, et oro molto potente, chi con poca pena si potrebbe vincere; come anche da certi andamenti del baron della guardia generale delle galere che l'impresa guida; mi pare potere agevolandosi compretendere. Spagna temeva che si andasse in corsica o in Fiandra, ma il sospetto se le è rallentato. Portogallo la gran timore; ne se le può persuadere, che questa tela non sia ordita ai suoi danni.

So ben certo che il baron della guardia, ha detto, che o morira alla impresa, o morirà almeno glorioso doppoi, facendo così rilevato servitio al re Dio voglia, che non sia una mossa di vento; o vero che ogniuno avertito, di molti mesi della armata; che si profarava, non sia talmente provisto; che di oro; et le ricele[missing ], per le quali per fatto questa impresa, non sia stato portato fra terra, et nascosto in modo che quando arrivino trovino scriutto; surrexit non est hi.

Vi va quegli (questi, quanti)Pilles Vascone, segnalatissimo capitano, per l'assedio S. Giovan d'Angeli, con più di 1500 hugonotti. Clemmont tallado, Lansacco giovine, doi favoriti di Monsignor di Angiò, il signor di Lur basci, et moltissimi cavallieri di credito et di valore, et se io potessi scrivere a Vostra Signoria Illustrissima più innanzi di questa impresa, le farei toccar con meno, che vanno solamente, per pigliare; et vanno a man salva senza andar al perù, ni al America, ni Florida: ritornando, si diffarà l'armata, et di anderpa in corso predando, perché il conte ludovico di Nassau vi ha parte dentro et molti legni de corsari, del oceano, che passano piu di 80 huomini ricesi, conosciuti, et famosi, col far male a questo e a quello sono talmente perseguita ti da Spagnafiandra, frisainghilterra et da sueti che non possono salvare se non col dire che sono vasselloi francesi sotto la caria del conte ludovico; come hanno detto sempre chi si sono trovati in pericolo.

Ma il conte è povero; et si ha voluto uscire di Bles, è stato forzato impegnar la vasella d'argento, et altre cose preciose, per pagare i creditori onde haver poca entrata, et grossa spesa et volet essere capo di parte, non si può parere longo tempo galant'huomo et per ciò converralle andar in corso; con quel pretesto che dice di voler far la guerra al Duca d'Alva, che i suggetti del re Filippo, tirannicamente tratta; dichiarandosi però egli sempre fedele, et buon servidore di quel re. Pare, che pretenda di sposare la figliola della reina di Navarra ma non si lascia intendere, perché il boccone è troppo grosso per lui.

Birone resta governatore della Roscella, che già è in potere del re er si mette in ordine per andarvi. Le altre terre che gli Ugonotti tenevano senza alcun fallo se le daranno.

Si attende al far provisione per le nozze di Madama alle quali vi interverranno Ghisa et l'Ammiraglio, con tutti le loro donne, essendosi pacificato il duca dsi Ghisa con l'Ammiraglio, per per procuratore et con l'intervento del re gli altri della famiglia di Ghisa, non hanno voluto intendere parola, mostrandosi ne piu che mai acerbi et irati. Per lo che, il re sdegnato, ha proibito la corte al cardinal di Loreno, non udendo nutrire in essa querele et discordie

Francia è queta. Il Baron della guardia andando inbarcarsi a Bordeaux passa per la Roscilla dove metterà al possesso Monsignor di Birone et gia un valetto di camera del re è ito a tutti i luoghi tenuti dalli Ugonotti per fargli rendere a governanti da Sua Maestà postivi al che gli Ugonotti tutti condiscendeno volentieri, onde a questo modo Francia poste giu l'armi, serà pacifica et tranquilla.

Il principe di Navarra era infermo di terzana nel suo paese per questo rispetto, le nozze di madamma si differiranno u poco più, ancorché tutte così che per essa sibi necessarie sieno quasi tutte in ordine. La reina christianissima ha sentito moversi la creatura nel ventre ma è tanto vergongosa che non lo confessa che al re suo marito, et a gran pena anchora.

Molti altri particolari serieno da scriversi, ma di poco rilievio però, onde non mi affaticherò di darne contezza a Vostra Signoria Illustrissima tanto meno che io son certo, che questa mia arriverà tardi a lei, per essere io fuori di corte, rimaso con alquanti indisposti, et però questo che qui scrivo, puo chi de altri haverà forse; molto prima inteso; benché non cosi distintamente;

Mi scordavo di dirle che con tutto che l'amicitia et aderenza di costoro di qui, non sia troppo stabile, come si vede, et si ha visto per tale prove, in tempi passati; nondimeno è necessario coltivarla, et trattenerla, perché di questa sola natione i spagniuoli temeno; poco curando l'armi di soli Italiani; havendo eglino tanta autorità et forza in Italia et però per forza è mistieri abbracciarla et poiche entrato è il sospetto nelli spagniuoli, et di Sua Altezza sono ingelositi, ragionevole cosa è che muovino del male, del quale temino, sicome eglino à me molte volte hanno confessato, di timere.

Ho renduta partialissima al servitio di sua Altezza una gran dama di corte, che puo molto con la reina giovine; et son sicuro che non c'è alcuno della casa di Sua Maesta che al servitio del granduca sia per esser risistente, o negligente, seria molto a proposito, che si commandasse al Ambasciatore di farle intendere alle volte, come per passata, per non seno che da voi altri signori si le sa grado, di questa amorevol inclinatione, la quale un di, potria essere utilissima a Sua Altezza io so quello medico, et il G. Ambasciatore conosce la persona che puo molto. Hor resta che voi altri signori facciate un buon papa, et amico; altrimenti ci farete star continuamente in gelosia delle cose nostre.

Qui fo fine. Il piu obligato et fedelissimo che ella sabbia. Se non le pare troppa propositione la mia mi raccorderà spesso per divotissimo servidore di loro Altezze.

L'Ambasciator di Spagna novello, è buon cavaliero; di altro humore che non l'altro, il quale parti insalutato hospite: ha miglior casa, miglior nerbo et non sarà cosìo ruvido, ne aspero nel negotiare. Resta le appresso il medesimo ripetano regio che vi era al tempo di don Frances, et potro servire à Vostra Signoria Illustrissima qualche volta, benché io sarò tanto occupato, et distante qua e la, da questo maledetto offitio che posso pochissimo, ma nascondo occasione Vostra Signoria si assicuri che non sarò sorde ne losco, lo vedrà.