1568-07-03
[fol. 924r]
Illustrissimo et Eccellentissimo Signor mio osservandissimo
Il Duca mio padrone è così ben disposto della
persona (Dio mercè) che non si potria desiderar
meglio rispetto al tempi dove siamo, et alla in-
fermità grave, che ha patito. La gamba
sinistra ha queste incommodità seco, che non
la slonga, se bene ha tentato due overo tre
volte di moverla. Et però ogni leggierissima occasio-
ne, di correr qualche novo humore, il quale impe-
disce che Sua Eccellenza non osi star levato; atteso che
doppo il dì della pentecoste, che fu portata in
chiesa, non più ha potuto levarsi, per nova
illusione d'humori, causati dal movimento, che
se le diede nel levarsi da letto.
Et questi succe-
ssivi hanno fatto enfiar il piede, al quale per
essere stato un edema, compagnato da mate-
ria colerica, non si ha potuto far prova
di vigor Sua Eccellenza un'altra volta nel seggio. Poi-
chè si vede chiaro, che ogni minimo dolore
le ritarda la sanità et il movimento della
gamba.
[fol. 924v]
Havendo Sua Eccellenza il sangue per natura così
sottile che ogni picciolissimo cenno, lo tira ad
ogni parte del corpo. Le piaghe tutte sono conso-
lidate, salvo l'entrata della palla nel ginoc-
chio, che sta aperta, acciò che si purghi
meglio ogni materia. Né fino a qui è usci-
to alcun pezzo d'osso.
Di Nevers, il 3 di luglio 1568Di Vostra Eccellenza Humilissimo et devotissimo servitore
Filippo Cavriana